Sono passati 7 mesi dal mio ultimo post (che poi...bloggone!!!2 post a Marzo
e basta)
Di acqua sotto i ponti ne è passata.
Il covid non è passato, anzi ha ucciso tanti e ne ha rovinato altrettanti.
Speravo che se ne andasse velocemente, ma come ben sappiamo così non è e così
non sarà.
Ci conviveremo e sono sicura che ne usciremo.
Meglio di prima?Na, non credo.
Ma ne usciremo.
Il merda ha provato anche ad intrufolarsi nella nostra vita in occasione del
parto ma, per fortuna, non ci è riuscito.
Ma andiamo con ordine.
Ero rimasta ai 12milioni di scollamenti di membrana in pochi giorni.
Beh il 17/03/2020 son stata ricoverata.
Il pupetto non voleva nascere.
Non ne aveva per le palle.
Scollamenti.
Trombamenti.
Saltelli sul posto.
Scale.
Urla.
Minacce.
Pozioni magice.
Macumbe.
Nulla non è servito a nulla niente.
E quindi INDUZIONE.
Ovvero quello che proprio NON volevo.
Perchè l'avevo già provata sulla mia pelle con il primo.
Perchè volevo per una volta su 2 vedere cosa fossero le contrazioni naturali
(magari erano più fattibili di quelle "chimiche").
Perchè IO NON LA VOLEVO L'INDUZIONE , CAZZO!!!
Che poi si va per le lunghe, magari non parte, magari mi dilato in un anno e
mezzo e non la finiamo mai più.
Ma la Legge di Murphy si sa, è una costante nella mia vita e così.
Quindi il 17/03/2020 alle 7.30 mio marito mi molla davanti all’ospedale.
In città c’è già il lockdown e attraversare la città per andare in ospedale è
un viaggio surreale.
Strade praticamente vuote.
Sembrava di essere in The Walking Dead .
Si, l’atmosfera migliore per andare a partorire.
Entro al pronto soccorso ostetrico,mi danno una mascherina (niente tampone preventivo
come ora. Ai tempi eravamo agli inizi e , come vedrete, c’era una
disorganizzazione e mancanza di dpi e tamponi allucinante)
Iniziamo col monitoraggio.
Ho una ragazza di fianco con le contrazioni, naturali.
Aveva scadenza quel giorno lei e sua figlia, puntualissima, aveva deciso che
era il momento.
Il mio piccoletto invece, anche se in super ritardo, se la dorme sereno, si
muove pochissimo e il monitoraggio non finisce mai.
Finalmente ce la facciamo.
Mi visitano, mi fanno l’ennesimo scollamento e infine mi portano in camera.
E qui inizia il bello.
Entro in stanza e vedo che c’è già un’altra ragazza, che dorme profondamente.
Poso la borsa, mi tengo la mascherina su ma penso:
“Dovremo stare 3 giorni assieme, dormire assieme,ha senso tenerla?”
Allora la tiro giù.
(ripeto.Non sapevamo ancora quanto fosse importante, se non decisiva la
mascherina).
Va beh, metto le mie cose a posto e mi preparo per il dolore che so che mi
toccherà affrontare da li a , spero, poco.
La ragazza vicino a me si sveglia.
E’ straniera e mi dice, in un misto italianospagnolo che capisco poco, che ha
partorito di notte.
La quinta figlia.
(tanta stima ragazza!!!)
Che è stato un parto difficile, tra tutti quello più tosto forse.
“Anche perchè sai, avevo 38 di febbre”.
Ah.
38 di febbre.
Bene.
Mmmm.
Mi agito.
Poi mi fermo, ci penso e mi tranquillizzo.
“Ma figurati se mi hanno messa con una ragazza sospetta positiva???!!si
saranno ben organizzati bene!!”
Nel dubbio però mi lavo mille volte le mani e le sto più distante possibile
(anche se la stanza è abbastanza un buco).
Passano 30/40 minuti e irrompe nella stanza un’infermiera.
Che altri non è che la compagna di uno dei miei innumerevoli zii.
Già, avevo una parente , o quasi, in reparto (Che male non fa mai!)
“Ciao Ila!!!Come stai?Senti prepara le tue cose ti cambiamo di stanza”
Rimango un po’ perplessa ma …alla fine sti cazzi, se mi dicono di far così,
farò così.
Anche se la cosa mi puzza un attimo ma va beh.
Ho altro a cui pensare al momento.
Poi in sta stanza non c’è manco un fottuto bidè , quindi meglio così.
Entro nella nuova stanza e scopro che la dividerò con una ragazza che faceva
il corso di nuoto per panze con me.
Lei ha già avuto un cesareo programmato il giorno prima e ha la bimba con se
(che tra l’altro sta già cioccando fortissimamente)
La cosa non mi fa super piacere perché pensare di avere contrazioni e dolori
vari con una bambina in stanza che piange come una pazza, non è esattamente il
massimo (per me, per lei e per sua Mamma che già è alle prime armi, figurati
come si sentirebbe a disagio vedendomi soffrire e sentendo sua figlia cioccare
male).
Ma questo è un ospedale grande, so che può succedere.
E’ il secondo figlio, ho già fatto un’induzione, so più o meno come sarà e
so che ce la farò.
Iniziamo quindi con le induzioni.
Si.
Le.
Perché me ne fanno una ogni quattro ore.
Iniziamo per le 17 .
E non funziona.
Riproviamo alle 21.
E non funziona.
Comincio ad avere i tic.
Mio figlio non ne ha per il belino.
Vuole stare li dentro.
Povero cristo ha anche ragione, è un momento di merda per il mondo, non vedo
che voglia potrebbe averne di uscire.
Comincio a cioccare.
Non ho niente.
Neanche una contrazione.
No, neanche con l’ennesimo scollamento di membrane, stavolta fatto da un’ostetrica
sadica che mi ha fatto un male indegno.
Cristono al cellulare con mio marito.
Gli ormoni cioccano, mi viene da piangere.
La situazione in ospedale è allucinate, ci dicono di star lontane dal
corridoio.
Non ci sono oss.
Le infermiere e ostetriche sono mezze spiritate.
Ci intimano tutti di metterci la mascherina pure in camera.
Siamo murate in stanza.
Mio marito non c’è, mi manca il mio bambino a casa (che ho lasciato più e più
volte a Nonni e Papà di notte. Non è certo la prima volta. Eppure mi manca e mi
sento terribilmente in colpa nei suoi confronti in quel momento!)
All’1 di notte mi fanno l’ennesima induzione.
Cristando perché non succede un belino di niente finalmente mi addormento.
Alle 5 mi sveglio con qualche doloretto.
Niente di che.
Mi riaddormento.
Dieci minuti dopo mi risveglio.
I dolori sono un po’ più forti.
Arriva l’ostetrica che mi dice di monitorarle.
Provo a dormire ancora un po’, magari rilassandomi si velocizzano.
Col primo ci ho messo tipo 16 ore ad arrivare a 4cm di dilatazione, spero
che non ci metta così tanto anche stavolta.
I dolori ad ora son lievi ma io sono super pro all’epidurale e quindi prego di
arrivare ai 4 cm velocissimamente..
Alle 6,30 chiamo l’ostetrica.
Le contrazioni arrivano ogni 5 minuti e sono belle forti.
Ci siamo.
Chiamo mio Marito (che può venire solo in sala travaglio. E va già bene così
perché dalla settimana dopo i papà sarebbero stati banditi) :
“FINALMENTE SI MUOVE QUALCOSA, VIENI. PORTAMI ACQUA E DOLCI”
Mi visitano e sono, dopo neanche 2 ore di contrazioni, di 4 cm .
“EPIDURALE??”chiedo con occhi dolci alla gatto senza stivali di
Shrek, all’ostetrica che risponde:
“Si si, possiamo già farla ora. Chiamo l’anestestista”
La gioia mi pervade.
Faccio un balletto alla Micheal Jakson.
Saltello sul posto.
Vorrei abbracciare osterica, infermiera, compagna di stanza, bambini di tutti e
pure un muro .
Ma non posso perché c’è il covid.
Ma sti cazzi.
Esulto come Grosso al mondiale e vado in sala travaglio sapendo che
l’anestesista sta arrivando.
Sopporto qualche altra maledettastronza contrazione.
“Porco mondo. Mi ero dimenticata che facesse così male” dico tra me e
me.
Anestesista e osterica si preparano per epidurale.
“Ok, prima fatemi passare questa contraaaaaacazzzzzzooo cazzo cazzo
cazzo!”
L’anestesista mi guarda male ed esclama : “EH ma non si dice -cazzo-“
L’osterica guarda male l’anestesista e ribatte: “In questo momento può dire
quello che vuole. Cazzo è ancora poca roba”.
La sottoscritta ride e bacerebbe con la lingua l’osterica.
La contrazione passa e mi epiduralizzano.
Mi sdraio e aspetto che le contrazioni piano piano vadano giù, cosa che
effettivamente fanno.
Arriva Davide e son superfelice di vederlo.
Lui mi “serve”.
E’ la mia roccia.
E la mia forza.
L’osterica che volevo limonarmi finisce il turno, mi da l’in bocca al lupo e
mi lascia in mano a una osterica senior e una tirocinante.
E’ un momento bellissimo.
Per la prima volta in parecchi giorni mi sento bene di testa, di umore e di
fisico.
Sono già quasi a 5 cm, sto andando veloce, non mi fa male nulla, mio Marito è
con me.
Andrà tutto bene.
Tsk.
Illusa di merda.
L’osterica senior guarda il mio monitoraggio e dice all’ostetrica
tirocinante :
“Chiama la ginecologa di turno, c’è qualcosa che non mi convince”.
Ecco.
Io e Davide ci guardiamo e chiediamo:
“Ma…tutto bene?”
“Si si, solo che quando hai le contrazioni va un po’ giù di battito del bambino
ma capita a volte.
Però meglio un ok della ginecologa!”
Ci dicono parole tranquillizzanti.
Ma i modi non lo sono.
Arriva la ginecologa che monitora e alla fine vede che i battiti non vanno
più giù alle contrazioni:
“Niente è stato un caso”
Siamo tutti più sereni, lei se ne va e io mi rilasso.
5 minuti dopo la ginecologa viene richiamata.
“Tranquilli va tutto bene, è solo per precauzione” dice l’osterica
tirocinante serena come la figlia di Stannis Baratheon mentre veniva portata al
rogo.
Decidono che va tutto così bene che mi portano in sala operatoria,
chiedendomi chi è il mio ginecologo, che, per fortuna di turno, viene chiamato
d’urgenza.
Nel frattempo la canula dell’epidurale serve per l’anestesia spinale.
Guardo mio Marito e ringrazio il cielo che sia potuto venire.
Saperlo li mi da una marcia in più.
Perché sono terrorizzata.
Penso a qualsiasi cosa mentre l’anestesista mi passa un coso gelato sulla
pancia chiedendomi se sento qualcosa.
La ginecologa dice all’anestesista di muoversi perché “VELOCI!!!DEVO
TAGLIARE SUBITO”
L’osterica senior mi accarezza la testa e mi dice che andrà tutto bene.
Io tremo.
Tremo dalla paura.
Sto bambino lo cerchiamo da tanto, lo desideriamo da troppo.
Abbiamo avuto parecchi ostacoli sulla strada per averlo.
Anni di attesa, dolori, aborto, endometriosi, laparoscopia.
Poi la gravidanza a rischio, perché avevo perdite spessissimo, poi sto minchia
di covid.
Ti vengono tutti i pensieri più brutti : “Era destino, forse non dovevo
averlo questo bambino”
Poi ti dici “No cazzo, non c’è nessun destino starà bene cazzo!”
E speri. Speri che vada tutto bene,
Nel frattempo arriva il mio ginecologo.
Colui che ha scoperto la mia endometriosi profonda.
Colui che esattamente un anno prima ha salvato le mie ovaie.
Colui grazie al quale questo bambino sta per nascere.
E spero anche colui che tirerà fuori mio figlio senza che abbia nessun danno
o simile
Si mette subito al lavoro e si affaccia un secondo oltre al telo che ho
davanti e mi fa un sorriso da sotto la mascherina :
“Tranquilla Ilaria!”
Mi rassicura un po’.
Amo quest’uomo.
In pochissimi minuti sento una specie di schiocco.
Ho qualche secondo di panico perché credo che mio figlio sia appena stato
tolto dal mio utero.
Ma non sento piangere.
C’è una specie di silenzio generale che ora mi rendo conto di aver sentito
solo io.
Poi sento piangere.
E piango pure io cazzo.
Perché è mio figlio.
E’ nato e piange.
Quindi è vivo.
Se sta bene non lo so, ma c’è.
E’ qui.
Sono le 8.05 di Mercoledì 18 Marzo 2020.
E mio figlio è nato.
Ed è vivo.
L’osterica mi lascia e va da lui.
Io tremo come una foglia mentre mi ricuciono.
Non sapevo che la posizione del cesareo (o forse di qualsiasi altra operazione
ma, in quelle che ho fatto io, son sempre stata in anestesia totale) fosse così
scomoda.
Mi fanno male le braccia, il collo e la schiena.
E non mi dicono se il bambino sta bene.
“Ti presento qualcuno” mi sento dire ad un certo punto.
E’ l’osterica che mi ha accarezzato la testa su durante l’operazione.
Sento dei vagiti, alzo gli occhi ed è lui.
E’ Alberto.
E sta bene.
“E’ bellissimo” mi dicono.
E lo è. Lo è.
Bellissimo e meraviglioso.
Perfetto.
Poi lo portano via per visite e analisi.
Finiscono di ricucirmi e mi portano in una sala dove Davide mi sta
aspettando.
Sono felice, lo bacio e sono in fibrillazione.
Voglio vedere Albi.
Lo voglio tra le mie braccia, lo voglio subito.
Voglio attaccarlo alla tetta, voglio subito farlo, anche se allattare a me non
ha mai fatto impazzire.
Però voglio superare subito quella barriera.
Voglio sentire che è tutto reale.
E poi chissà, magari a sto giro va meglio l’allattamento.
Mi ricordo che per Dani non ero così “pronta”.
Ero così stanca dal travaglio lungo e dal parto che, dopo averlo coccolato
subito dopo il parto avendolo sulla mia pancia,
quando me lo avevano riportato dopo bagnetto e visite varie , non me lo
aspettavo quasi che arrivasse.
Non mi aspettavo di dover allattare.
Cioè si, sapevo di doverlo fare, ma non so.
Me ne ero quasi dimenticata.
Ora invece ero pronta.
Sul pezzo.
E pure desiderosa di farlo.
Prima non sapevo che roba potente era avere un figlio.
Non sapevo come gestire tante cose, ormoni compresi.
Ora son pronta.
Questo bimbo poi l’ho voluto così tanto che lo voglio.
Datemelo!
Me lo portano finalmente.
E’ tutto schiacciato, rosso e bellissimo.
Lo attacco immediatamente e lui subito capisce.
Mette bene la bocca.
Ciuccia subito per bene.
E’ perfetto.
Pesa 3.126 Kg .
E’ nato 11 giorni dopo la scadenza, facendo un casino immondo, facendomi
patire anche l’induzione per poi nascere con cesareo (fanculo!).
Ma cazzo, se ne vale sempre la pena!!
Mi innamoro.
Immediatamente.
Per un po’ il covid non esiste più.
Le preoccupazioni neanche.
Nulla di nulla.
Esistiamo solo lui, suo papà ed io.
Il papà dopo un’oretta viene mandato via, Albi se lo prendono al nido per
vari controlli e mi portano in camera.
Mi cade un po’ di stanchezza, mezzo mi addormento.
Saluto la mia compagna di stanza e le racconto mezzo sbiascicando, cosa
cappero mi era successo.
E alla fine mi addormento.
Subito dopo mi portano Albi.
Che è bravo, sereno e buono.
E mangia, poi dorme e non piange mai.
Meno male che ho la mia compagna di stanza .
Cu supportiamo a vicenda.
Io aiutandola anche mentalmente essendo lei al primo figlio e lei passandomi il
telefono o tutte le cose che mi servono.
La sera chiedo che mi tengano al nido Albi.
Ho ancora il catetere, le infermiere (solo 2 a piano e senza manco le oss ad
aiutarle. Oltre a visitare, dare medicine, fare flebo ecc devono quindi pure
consegnarci i pasti) non sono riuscite a passare per farmi alzare,come avevo
chiesto (prima ti alzi meglio è).
Ci ho provato da sola e mi è uscita una cascata di sangue, in più ho il taglio
fresco.
Inoltre il letto è di quelli a manovella ed è un bordello, devo sempre chiedere
a qualcuno di tirarmi su o giù non potendomi alzare.
Inoltre sapendo che la mia compagna di stanza, con cesareo programmato, ha
lasciato la bimba al nido per due notti consecutive, davo per scontato che mi
tenessero Albi almeno la prima notte.
Essendo pure noi sole tutto il giorno con i nani.
In più io ho dormito a dir tanto 4 ore nelle ultime 36 ore.
Mi son sparata 3 induzioni, un inizio di travaglio e un cesareo d’urgenza.
Insomma, mi sembra una richiesta ragionevole la mia.
E invece no.
Non me lo tengono al nido.
“Sa, ce ne sono troppi ora al nido di bimbi, al massimo possiamo tenerne
5, covid, noncovid, casino, ci chiami ogni volta che ha bisogno così le
passiamo il bambino dalla culla al letto”
La cosa mi puzza, mi viene anche un po’ l’ansia .
Perché ste qui manco hanno il tempo di farmi alzare, figurati se riescono a
venire da me ogni volta che le chiamo se il bambino piange.
Sto per infiammarmi e far scoppiare un super bordello, perché non credo che
ci siano 5 bambini e quindi 5 mamme più mal messe di me in tutto il reparto
(anche perché abbiamo partorito in 2 quel giorno…)
Ma guardo mio figlio e mi tiro su d’animo.
Sapete che c’è?non lo volete?Andatevene afffffareinculo.
Me lo tengo io il mio amore.
Che lo so che sarà bravo.
In qualche modo faremo.
Poi so già come si fa.
Albi è meraviglioso.
Piange solo a metà notte e io manco chiamo le infermiere, mi tiro su e,
ponderando bene il mio fisico, tiro su il piccoletto e me lo metto nel letto,
ben in sicurezza.
Dormiamo alla grande.
Le tette e i capezzoli non mi fanno per niente male, a differenza di quello
che era successo con Dani.
Ci portano la colazione alle 10……(tutti i pasti arrivano ad orari allucinanti).
La mia compagna di stanza, che si è fatta la prima notte con la piccola (che
cioccava malissimo) non vede l’ora di essere dimessa e quello dovrebbe essere
il giorno.
Prima le dicono di si, poi boh, poi mah, poi chissà, alla fine molla la
valigia dalla porta d’ingresso al marito (che ricordiamolo non possono entrare)
e finalmente viene liberata.
“Ciao Ila in bocca al lupo!”
“Ciao Roby, anche a te, dai che andrà tutto bene!”
Nel frattempo penso “Speriamo che non arrivi nessun altro!”
Mai richiesta fu esaudita così bene. E mai richiesta fu più “maledetta”.
10 minuti dopo le dimissioni della mia compagna di stanza arriva il primario
.
“Signora, guardi, purtroppo lei è stata a contatto con una ragazza
positiva al covid quindi da ora lei è in isolamento”
SBAM , SBRENG, SBADABAM
Mi chiudono nella stanza, sola col mio bambino.
Isolata .
Vado in megapanico.
Mi dicono che si scusano.
Che la ragazza positiva era la mia “prima” compagna di stanza.
Che quando mi hanno messa in stanza con lei SI SONO SBAGLIATI.
Perché nel momento in cui mi hanno sistemata con lei le avevano già fatto il
tampone, perché aveva avuto febbre alta (e a quei tempi se ti facevano il
tampone era perché 90% sapevano che eri positiva), stavano solo aspettando
l’esito.
Di star tranquilla, probabilmente non ho preso nulla.
E che i neonati comunque reagiscono bene al virus.
Così dicono in Cina.
Rendiamoci conto di una cosa:
Anche ora chiunque di noi andrebbe in panico in una situazione simile.
Ma ora ne sanno (e sappiamo) ben di più.
Ora hanno altri medicinali, sanno meglio come curare chiunque.
Ora sanno come comportarsi.
Ora è una cosa brutta, ma vista in maniera ben diversa da Marzo.
In quel periodo era tutto un punto interrogativo e c’era il panico generale.
Molto più di ora.
E trovarti in una situazione così per una mancanza ENORME dell’ospedale ti
fa andare via di testa.
Comincio a respirare mezzo male, ho un’ansia incredibile.
Non riesco a smettere di piangere (nella stessa mascherina che ho dal giorno
del ricovero).
Mi dicono anche di tenere la mascherina SEMPRE, anche quando dormo (stessa
mascherina dove ho partorito, fatto travaglio, pianto ecc. Utilissima).
Di allattare ma di non toccare troppo il bambino.
Di non baciarlo .
E che sabato mi faranno il tampone.
Voi potete capire cosa cazzo significhi una cosa così?
Tra l’altro sola.
24h su 24 SOLA con lui.
Ma come cazzo potrebbe essere possibile?
Albi nel frattempo dorme beato.
Io passo 2 ore cercando di ventilare, di calmarmi, ma non riesco molto.
Non è che poi gli ormoni e tutto aiutino.
Meno male che mia mamma e mio marito mi chiamano, mi parlano, mi fanno
parlare.
Cercano di calmarmi.
L’unica persona che entra, entra con uno scafandro praticamente.
Ti senti una lebbrosa e ti fa venire ancora più ansia e ancora più rabbia.
Dici “MI AVETE ROVINATO UNO DEI MOMENTI PIU’ BELLI DELLA MIA VITA”
Perché , come tutte quelle che hanno partorito o stanno partorendo in questo
periodo, diciamolo, ce lo aspettavamo in maniera completamente diversa.
Io nel mio piccolo, mi aspettavo di passare 2 giorni con Albi e Da.
Vivendomi appieno il secondo figlio.
Con tutta la tranquillità che questo porta rispetto al primo.
Volevo godermi tutte le “Prime volte” per la seconda volta. In un modo molto
più sereno.
E invece.
Ci mancava proprio l’isolamento con il pericolo di essere infetta e di
infettare mio figlio.
Neonatissimo.
Alla fine mi addormento, con Albi nella culla, sperando di svegliarmi un po’
più tranquilla.
Il giorno dopo mi sveglio super cazzuta.
Ho mio figlio che sta bene, starò attentissima.
Devo far passare 2 giorni per avere il tampone.
Pazienza, lo farò.
Dani,il grande, mi manca ma è a casa con suo Papà.
Sta bene.
Non si rende manco conto di cosa sta succedendo perché gioca tutto il giorno
sul terrazzo e con i miei genitori (che abitano nel nostro stesso palazzo e
abbiamo passato il lockdown assieme)
Mi lavo i capelli.
So che non dovrei farlo, ho la ferita ancora fresca e dolorante, ma mi spacco
di toradol (son sola 24h su 24 con un neonato e un cesareo fresco. Ho bisogno
di star bene il più possibile, anche per la testa) e mi sento comunque bene.
Mi sento già una persona nuova dopo averlo fatto e dopo essermi lavata a
pezzi.
Passo la giornata velocemente, allattando e sentendo amici su amici.
Albi è sempre pacifico.
Mia mamma e mio marito mi mandano (tramite mio marito Davide) schifezze
varie da mangiare.
Dolcini, patatine e coca cola.
Ci vuole un aiuto per tirarsi su.
Anche perché se normalmente il cibo da ospedale è una merda a sto giro è una
MERDISSIMA.
Mi tengo Albi sulle gambe, io con mascherina su e con mani lavate 890 volte.
Lo guardo e più lo guardo mi innamoro e penso che tutta sta storia, per lo
meno, ci ha permesso di conoscerci subito, di essere squadra subito, e
probabilmente di unirci in un modo che solo noi (o solo io) sappiamo.
Passa anche il venerdì.
Il sabato mattina aspetto il tampone, ma non viene nessuno.
In tarda mattinata chiamo le infermiere dall’interfono e chiedo spiegazioni.
“Eh.Boh. Non so chiedo”
Non mi ricontattano per un’altra ora.
Richiamo.
“Eh guardi per ora non si può fare”.
Sono I M PA Z Z I T A.
Ho cominciato ad urlare , ma non come una pazza.
No.
Perché sapete,io sarò anche una belina di mamma.
Sarò anche una babbissima in certe cose.
Spesso me ne sto di cose che forse dovrei non starmene.
Ma quando mi parte la brocca mi parte.
E mi parte bene.
Perché mi incazzo, ma rimango lucida.
E a sto punto parto minacciando ritorsioni (che ne avrei tutto il diritto.
Ma mi son ripromessa che se sta storia andrà bene lascerò perdere).
Toh, mezz’ora dopo mi hanno fatto il tampone (una povera crista infermiera
che non lo aveva mai fatto…).
Mi dicono che potrebbero darmi il risultato il giorno dopo.
O il lunedì.
Ma probabilmente il martedì.
Ricomincio a inveire e a protestare incazzatissima, a sto giro contro il
dottore di turno (tra l’altro un arrogante di merda con le infermiere, lo
sentivo fuori dalla porta…ma con me agnellino. Imbecille) dicendogli per bene
che sta storia non finisce qua.
Che io non sono una cretina, so che diritti ho, so cosa hanno sbagliato.
Ma soprattutto, notizia FRESCA FRESCA di quel mattino…so anche che, in
principio, volevano mandarmi via senza dirmi che avevo avuto contatti con una
ragazza positiva (ricordate la mia parente infermiera?ecco…è lei che ha fatto
denuncia al direttore sanitario, se no il reparto avrebbe fatto finta di
nulla…..)
E inoltre so , perché TOH io e la mia seconda compagna di stanza ci
conoscevamo prima di essere messe in camera assieme, che la Roberta non è stata
avvisata di sto bordello (l’ho avvisata io…vi rendete conto?tra l’altro mi è
stato detto che casi tipo il mio ce ne son stati a bizzeffe negli ospedali, in
ogni reparto. Ed è PER QUESTO che l’epidemia era fuori controllo. Praticamente
se ti ricoveravi per qualsiasi patologia, entrando senza covid, nel 50% dei casi
uscivi COL covid).
Che sono degli incompetenti, che stanno facendo i furbi.
Mi dicono che faranno il possibile per farmi avere il test il giorno dopo.
E che mi rimandano a casa.
“Ma come a casa. Non devo stare in isolamento?”
“Eh si, però sta bene, il bambino pure (visitato da 2 pediatre
inscafandrate. Senza manco screening che dovevano essere fatti,senza un sacco
di esami che farò poi un mese dopo…ma lasciamo perdere. Devo dire che però la
pediatra che mi ha dimesso poi mi ha chiamata piùvvolte i giorni dopo per
sincerarsi delle nostre condizioni. Diamo a cesare quel che è di cesare), la
dimettiamo.”
“Ma…io devo stare in isolamente no?”
“Si le consiglio di mandare via da casa suo marito e l’altro figlio e
andarci lei”
…………..
Ma voi vi rendete conto che questi ti dimettono a caso, e in 2 ore tu
dovresti organizzare UNA FAMIGLIA INTERA, in tempo di covid, e mandarli non si
sa dove??
Mia suocera e mio suocero non possono ospitarli, ma comunque mio marito
piuttosto che star con loro va sotto ad un ponte.
I miei potrebbero ma sarebbe un bel casino.
Alla fine mia mamma mi ORDINA di andare da loro.
Che a loro non gliene frega nulla del contagio, che secondo loro sto bene.
Che io li avrei un bagno per me e albi e la mia vecchia stanza.
Così Dani, il grande, non si sarebbe accorto della mia presenza a 1 piano di
distanza e non avrebbe patito cose strane (gli avrebbero detto che ero ancora
all’ospedale), mia mamma preferiva così.
E poi ragazzi, una Mamma è così.
Non avendo patologie (solo mio Papà è cardiopatico infatti gli son stata
LONTANISSIMA) lei se ne fotteva.
Avevo bisogno di lei, i suoi nipoti avevano bisogno e lei mica si tira
indietro, anzi.
Si è imposta.
E io ero tanto nella merda che non ho potuto altro che accettare.
Quindi arrivo nella mia vecchia stanza con Albi.
E penso che è allucinante.
Tutto.
Mia mamma mi ha preparato gorgonzola e tartare (ciò che desideravo da mesi
di incintudine), ma io non riesco a mangiare con gioia.
Ho l’ansia di tutto, mi sento stanca, avvilita, impaurita.
E comunque devo occuparmi di Albi sempre sola, cambiarlo, pulirlo, allattarlo.
Son sempre stata abituata a Davide , che a parte allattare fa sempre tutto,
e son stati giorni difficili.
Avrei bisogno di riposare il cervello.
Vado a dormire, ho la montata e due tette che sembrano due angurie.
Me le spremo bene, ma Albi ciuccia in abbondanza ed è bello sereno.
A lui basta mangiare.
Dormiamo abbastanza bene, comunque meglio li che in ospedale.
Albi ciuccia una volta o al massimo 2 a notte.
Io dormo ancora con quella stracazzo di mascherina lurida, che ho addosso 24h
su 24 da lunedì prima.
Puzza di morto ormai,
Il giorno dopo mi sveglio col cellulare che vibra.
Apro gli occhi:
“Si pronto?”
“Si sono il Dott. Arrogante del San Martino”
“AH..si mi dica.”
“Guardi l’ho chiamata subito, abbiamo già i risultati del tampone (vedi che
rompere i coglioni serve?) Signora è negativa!Ora può vivere nel rispetto
del lockdown e delle normative vigenti. Ma è libera. E se contrarrà il virus
non sarà colpa del San Martino”
Ho ringraziato messo giù e comincia a piangere mezzo urlando
“MAMMAAAAA PAPAAAAA’ NEGATIVAAAAAAAAAA”
Mia Mamma è arrivata di corsa, io mi sono strappata la mascherina e ci siamo
abbracciati commossi tutti.
Ho chiamato Davide urlando “NEGATIVAAAAAAAAAA”.
Il bello è che , ora che sappiamo tante più cose, se una cosa del genere mi
fosse successa in sti giorni, il tampone lo avrei fatto come minimo 3 giorni
dopo .
E comunque non avrei mai potuto esultare così, perché sappiamo di tantissimi
falsi negativi.
Sappiamo che dopo 4 giorni dal contatto è troppo presto fare il tampone.
Sappiamo che in ogni caso meglio fare 10 giorni di isolamento.
E tra l’altro a me il tampone lo ha fatto una ragazza che non aveva idea di
cosa stesse facendo (tra l’altro terrorizzata dalla situazione)
E li invece in 5 giorni mi sentivo a posto.
Abbiamo rischiato.
E il San Martino ci ha fatto rischiare.
Io comunque non sono uscita (tra l’altro col taglio cesareo) per 15 giorni
perché già qualcosa si sapeva.
E comunque, nonostante abbia riabbracciato il mio primo figlio
fortissimamente 1 ora dopo quella telefonata (e lui non mi ha cagato per niente
perché doveva vedere suo fratello!!!SUBITO), per i 10 giorni sucessivi son
stata molto attenta.
Non isolata, ma lavavo il bagno ogni volta che ci andavo io.
Non baciavo i miei figli, mangiavo un po’ più distante, usando bottiglie mie,
posate e bicchieri idem (che lo facciamo sempre ma…con un’attenzione in più).
Abbracciavo i miei bambini ma sempre con bocca e naso coperti.
Ora so che ho fatto bene.
Nonostante credo di non essere stata contagiata manco da asintomatica.
Comunque dopo quasi 1 settimana allucinante, l’incubo era finito.
Si il lockdown sarebbe durato ancora a lungo.
Dani non sarebbe tornato a scuola prima di Settembre (e non lo sapevamo ancora,
ma lo intuivamo).
Avremmo festeggiato una Pasqua strana.
E Albi non avrebbe conosciuto i nonni paterni o gli zii o gli amici/zii per 2
mesi (…).
Ma noi ci siamo uniti a riccio, abbiamo goduto di 2 mesi solo noi 4 + i miei
genitori.
Abbiamo preso i nostri ritmi.
Io mi son goduta l’aiuto 24h su 24 di mio marito.
Specialmente dopo le notti più faticose.
Avevamo un terrazzo condominiale, dove comunque due chiacchiere a distanza
si facevano con i vicini (essendo un terrazzo bello ampio).
Dani giocava sul terrazzo con un bambino di un appartamento sotto al nostro (si, abbiamo alzato il rischio, ma erano sempre all’aria aperta, e certo non
potevamo impedire a due bambini di 5 anni, isolati dal mondo, di godere di un
minimo di compagnia. Anzi , è stata manna.
Questo bambino e sua mamma, li abbiamo considerati come fossimo dello stesso
nucelo famigliare. Tanto come noi, lei era a casa 24h su 24 in smart working. E
siamo anche diventate super amiche), io passeggiavo col passeggino sul
terrazzo, per far prendere aria al piccolo (e per passare il tempo).
Ci siamo sfondati di cibo buonissimo, abbiamo cucinato.
Io mi tiravo spesso il latte e mi concedevo il mio amato vino.
Ci siamo iper coccolati.
Ci siamo sparati mille pic nic per terra.
Abbiamo sclerato, perché certo era una situazione allucinante, alientante e
incredibile.
Ma noi siamo stati super fortunati a passarlo in questo modo.
Eravamo assieme.
Chi era solo o costretto a casa con persone odiate , non so come abbia fatto a
non uscirci pazzo.
O chi aveva bambini e non aveva un minimo sbocco (tipo un terrazzo o
giardino).
Non lo so proprio.
Ora , se dovesse risuccedere lo stesso lockdown, sarebbe un disastro.
Io ho ricominciato a lavorare in smart working, mio marito ovviamente lavora
pure lui in smart.
Albi è cresciuto.
Ha 7 mesi e mezzo.
E’ sempre bravo e dorme di notte.
Ma comunque anche lui richiede molte più attenzioni, ti “chiama", comunque ha
le sue pappe da fare, vuole attenzioni, poi ha imparato a gattonare e cose
varie quindi spesso prende facciate.
Bisogna starci dietro ecco.
E Dani, che ama suo fratello come non so cosa e secondo me il lockdown , almeno una cosa positive, ha reso questo possibile, in questa stagione potrebbe si stare sul
terrazzo, ma c’è freddo, piove.
Ci starebbe molto meno.
E sarebbe un bordello incredibile.
Anche perché alla fine del lockdown lui comunque un po’ regredito lo era. A
volte faceva piazzate come quando aveva 2 anni.
E ci sta.
A sto giro non so come potrebbe andare.
Speriamo che le scuole rimangano aperte, e che uscire di casa si possa,
anche solo per camminare e farli sfogare.
A me basta questo.
Poi per il resto sono fortunata.
Ho tutto quello che serve a casa mia.
Scorta di vino compresa.